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and your mind is dear.
7.4.11
la gazza ladra
COMPORTAMENTO.
E’ un uccello sedentario, viene colpito da tutto ciò che luccica e suscita in lui interesse. Appena avvista qualcosa di interessante, si lancia contro di essa, la afferra e la nasconde nelle cavità degli alberi. E’ facile da addomesticare, è allegro, curioso e sospettoso.
DESCRIZIONE
La gazza ladra è un uccello che appartiene alla famiglia dei corvidi ; è lungo 50 cm ed ha una livrea inconfondibile. Vive nelle zone coltivate e aperte e preferisce vivere in gruppo.
E' un animale che spesso fa udire la sua voce stonata.
Il suo nutrimento è a base di : insetti, piccoli vertebrati, semi, frutta, uova e nocciole.
La femmina depone da cinque a sette uova che in genere cova per 15 - 18 giorni. Nidifica sui cespugli e sugli alberi.
E' di colore bianco - nero, le sue piume sono molto delicate, se vengono esposte alla luce del sole acquistano riflessi variopinti che virano dal verde, al grigio e al blu.
* .. e quando si specchia si riconosce
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all'uomo sconosciuto del fuoristrada argento
Quando nessuna parola confina l’angoscia
un profondissimo silenzio urlante
che mangia
Ti senti solo vero?
Hai paura?
Forse ero io che vedevo me in te
Cantava il sangue e lo diceva
Ma nessun tempo fa del sole il vuoto
E avrei voluto gridartelo forte
Lo giuro
Il bianco lo conosce il segreto codice delle piante
che seminano le vene a nuovo verde
E noi alberi lo sappiamo
Dobbiamo solo ricordarlo
sempre
(sempre)
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6.4.11
detto fatto
proverbio del giorno:
Chi disprezza compra
Per convenienza spesso si svaluta a parole qualcosa che in realtà si apprezza tanto
(messaggiosubliminale si!)
: )
Chi disprezza compra
Per convenienza spesso si svaluta a parole qualcosa che in realtà si apprezza tanto
(messaggiosubliminale si!)
: )
ETTORE SOTTSASS
che bello! se gli oggetti fossero per le persone
e non per vendere.
"Al di la delle istruzioni per l'uso, gli strumenti e le cose sono, nella vita degli uomini, i mezzi con i quali essi compiono o cercano di compiere il rito della vita e se c'è una ragione - l'unica ragione possibile - è che il design riesca a restituire o a dare agli strumenti e alle cose quella carica di sacralità per la quale gli uomini possano uscire dall'automatismo mortale e rientrare nel rito."
Ettore Sottsass – Scritti
sarebbe bellissimo!
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5.4.11
Uomo e donna a letto alle 10 pomeridiane
Mi sento come una scatola di sardine, disse lei.
Mi sento come un cerotto, dissi io.
Mi sento come un panino al tonno, disse lei.
Mi sento come un pomodoro a fette, dissi io.
Mi sento come se stesse per piovere, disse lei.
Mi sento come se l'orologio s'è fermato, dissi io.
Mi sento come se la porta fosse aperta, disse lei.
Mi sento come se stesse per entrare un elefante, dissi io.
Mi sento che dovremmo pagare l'affitto, disse lei.
Mi sento che dovresti trovare lavoro, disse lei.
Mi sento come un panino al tonno, disse lei.
Mi sento come un pomodoro a fette, dissi io.
Mi sento come se stesse per piovere, disse lei.
Mi sento come se l'orologio s'è fermato, dissi io.
Mi sento come se la porta fosse aperta, disse lei.
Mi sento come se stesse per entrare un elefante, dissi io.
Mi sento che dovremmo pagare l'affitto, disse lei.
Mi sento che dovresti trovare lavoro, disse lei.
Non me la sento di lavorare, dissi.
Mi sento che di me non te me ne importa, disse lei.
Mi sento che dovremmo far l'amore, dissi io.
Mi sento che l'amore l'abbiamo fatto fìn troppo, disse lei.
Mi sento che dovremmo farlo più spesso, dissi io.
Mi sento che dovresti trovare lavoro, disse lei.
Mi sento che dovresti trovare lavoro, dissi io.
Mi sento una gran voglia di bere, disse lei.
Mi sento come una bottiglia di whisky, dissi io.
Mi sento che finiremo come due ubriaconi, disse lei.
Mi sento che hai ragione, dissi io.
Mi sento di mollare tutto, disse lei.
Mi sento che ho bisogno d'un bagno, dissi io.
Anch'io mi sento che hai bisogno d'un bagno, disse lei.
Mi sento che dovresti lavarmi la schiena, dissi io.
Mi sento che tu non mi ami, disse lei.
Mi sento che ti amo, dissi io.
Mi sento quel coso dentro adesso, disse lei.
Anch'io sento che adesso quel coso è dentro di te, dissi io.
Mi sento che adesso ti amo, disse lei.
Mi sento che ti amo più di te, dissi io.
Mi sento benone, disse lei, ho voglia di urlare.
Mi sento che non la smetterei più, dissi io.
Mi sento che ne saresti capace, disse lei.
Mi sento, dissi io.
Mi sento, disse lei.
Mi sento che dovremmo far l'amore, dissi io.
Mi sento che l'amore l'abbiamo fatto fìn troppo, disse lei.
Mi sento che dovremmo farlo più spesso, dissi io.
Mi sento che dovresti trovare lavoro, disse lei.
Mi sento che dovresti trovare lavoro, dissi io.
Mi sento una gran voglia di bere, disse lei.
Mi sento come una bottiglia di whisky, dissi io.
Mi sento che finiremo come due ubriaconi, disse lei.
Mi sento che hai ragione, dissi io.
Mi sento di mollare tutto, disse lei.
Mi sento che ho bisogno d'un bagno, dissi io.
Anch'io mi sento che hai bisogno d'un bagno, disse lei.
Mi sento che dovresti lavarmi la schiena, dissi io.
Mi sento che tu non mi ami, disse lei.
Mi sento che ti amo, dissi io.
Mi sento quel coso dentro adesso, disse lei.
Anch'io sento che adesso quel coso è dentro di te, dissi io.
Mi sento che adesso ti amo, disse lei.
Mi sento che ti amo più di te, dissi io.
Mi sento benone, disse lei, ho voglia di urlare.
Mi sento che non la smetterei più, dissi io.
Mi sento che ne saresti capace, disse lei.
Mi sento, dissi io.
Mi sento, disse lei.
(Charles Bukowski)
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4.4.11
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un litro di latte e il pane fresco per la colazione
(mi viene in mente ciò..ma tra poco per me, tè al limone e gelsomini)
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3.4.11
IO SONO IO. TU SEI TU
Io sono io. Tu sei tu.
Io non sono al mondo per soddisfare le tue aspettative.
Tu non sei al mondo per soddisfare le mie aspettative.
Io faccio la mia cosa. Tu fai la tua cosa.
Se ci incontreremo sarà bellissimo;
altrimenti non ci sarà stato niente da fare.
La preghiera della Gestalt, Fritz Perls (1893-1970)
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Io non sono al mondo per soddisfare le tue aspettative.
Tu non sei al mondo per soddisfare le mie aspettative.
Io faccio la mia cosa. Tu fai la tua cosa.
Se ci incontreremo sarà bellissimo;
altrimenti non ci sarà stato niente da fare.
La preghiera della Gestalt, Fritz Perls (1893-1970)
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2.4.11
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